Crociera Mar Rosso - Relitti e Barriere

Red Sea Diving & Cruises

Conosco il Mar Rosso bene, non sarei voluta ritornarci così presto rispetto all’ultima crociera fatta pochi mesi prima.

Ma i rischi di prenotare, nella smania di partire, il giorno prima per il giorno dopo, sono quelli di ritornare nei luoghi dove ti porta il cuore.

Sola, come preferisco viaggiare, accetto la proposta di trascorrere capodanno nel Red Sea.

Reduce da una stagione estiva al diving veramente P-A-Z-Z-E-S-C-A, stanca morta ma felice preparo la mia borsa, qualche pareo ancora degno di essere chiamato tale, sigarette, pinne e maschera rosa.

Sono da sempre una donna total black, ma in acqua, da istruttrice, da guida, ho bisogno di splendere e dare luce.

È questo, oltre all’emozione di immergermi da più di 25 anni, che mi fa amare profondamente la subacquea.

Sapevo di non poter incontrare i miei più cari amici, gli squali o tuffarmi con il fresco mutino, ma… ero così emozionata nell’andare alla scoperta dei relitti egiziani che non mi preoccupava altro.

Finalmente dopo mesi a studiare i siti di immersione e dopo un natale trascorso tra noie familiari e digiuni a tavola con carnivori conviviali, finalmente la tanto attesa data.

SI PARTE.
Ero così desiderosa di tuffarmi da “cliente”, respirare il mare giorno e notte e, soprattutto attraversarlo in modalità off line.

Non ero timorosa rispetto alla compagnia, alla barca, ai pasti che non avrei sicuramente gradito o alle guide che mi attendevano a bordo.

Volevo solo divertirmi, rilassarmi ed immergermi.

È così è stato…
Avevo detto a pochissimi della mia partenza, ai soliti fiduciari meglio identificati come “contatti di emergenza”.

Oltre a mio figlio, della mia famiglia nessuno sapeva nulla.

Avevo bisogno di lasciarmi alle spalle Napoli, tutto e, soprattutto, il cancro di mio padre.

Dovevo cominciare un anno in maniera diversa e soprattutto sola.

Un viaggio perfetto, un’accoglienza molto semplice, naturale, spontanea.

All’aeroporto di Milano incontro i primi intrepidi sub.

Veneti … “u maronn” penso.
Non sono un’amante dei veneti, proprio NO.

In soccorso arrivano gli altri.
Un trio milanese, lui, lei e l’altro ed uno scafesso di Fabriano.

Non demordo e proseguo.
Viaggio tranquillo come sempre, qualche chiacchiera e finalmente l’atterraggio.

Ero così curiosa di vedere la barca, la mia cabina, la prua, la poppa attrezzata per i passi da gigante.

Pochi mesi prima ero stata in crociera, sempre nel mar rosso ma a sud.

La barca era strepitosa.
Le mie aspettative quindi erano altissime.

Ebbene Bella, pensai, è decisamente degna del suo nome…
Una volta assicuratami che le mie birre stessero già in frigo, risposi all’appello e, dopo il briefing di benvenuto, andai in esplorazione.

Finalmente scalza tutto il giorno, capelli al vento pieni di salsedine e felpa.
Che meraviglia, era decisamente una meraviglia.
La mia cabina, comoda e confortevole, era perfetta.

Ho dormito come non mai!
Poi, la tanto attesa campanella… Era l’ora della cena.
Spaventatissima da vegetariana, intollerante al glutine, allergica al pomodoro, insomma…la peggior delle ospiti a tavola, mi accingo al tavolo e al buffet.

La formazione da sei era già in campo, il gruppo c’era e mi incuriosiva non poco.
Dopo i convenevoli e le preghiere di rito, capisco che posso mangiare.

Chiamo timidamente Shahat per ricordargli i miei “difetti” e lui, subito, mi accontenta.
Ecco che ha inizio la tragedia… ho messo ben 2 chili in 7 giorni.

Facile, per deformazione professionale smaltirli, ma, al momento, i miei desideri si avveravano ad ogni comanda: cascate di verdure, formaggi, pesce. Insomma tutto procedeva benissimo.

Poi, finalmente, dopo una notte piena di stelle, il risveglio. Il solito caffè, la dose di nicotina necessaria e… via in acqua.

Sei giorni pieni, ricchi di tuffi meravigliosi con uno staff a 5 stelle e con Marco e Lucia sempre impeccabili ma non stressanti.

Al contrario, fiduciosi dei sub, come me, un poco più esperti ed a tratti “intrepidi”.

Quattordici tuffi indimenticabili.

Nonostante il freddo, ma non faccio testo da freddolosa cronica degenerativa.
Mea culpa aver optato per una muta umida nonostante i consigli di Marco rispetto all’opportunità di imbarcare almeno una semistagna.

Ma cavolo, era ancora al diving.
E nonostante ciò, è stato veramente bellissimo.
Rilassante ed entusiasmante.
Non mi sono mai sentita sola e quando volevo esserlo sapevo come fare.
È stata un’esperienza unica!

Un capodanno esilarante con amici trovati, inaspettatamente aggiungerei.
Non descrivo l’emozione dei relitti perché potrei rischiare di essere la peggiore delle Zanichelli e cedere ad un lunghissimo trattato dei fondali marini egiziani.
Dopo mesi, ancora sento il mio gruppo di compagni di immersioni.
Siamo diventati i SEGUACI DELLA ZANI.
Quando, in questo periodo di quarantena ed isolamento pandemico forzato mi viene un po’ di malinconia, riguardo le foto della mia crociera con Bella ed i ragazzi e ritrovo la luce.

Non una volta, ma nemmeno una credetemi ho, in 7 giorni, pensato a mio padre con tristezza.

Oggi, dopo mesi che la situazione è decisamente precipitata e la malattia ci divora, gli racconto la mia vacanza con il Red Sea Diving & Cruises e lui sorride.

Sa che sono destinata al mare grazie a lui.
Mi manca immergermi, non sono mai stata così disidratata, ma so che torneremo tutti presto in acqua e spero al più presto di rivivere un’altra esperienza con Marco, Lucia e Shahat.
Ho una storia da poter raccontare grazie a loro.

Penso siano questi i veri logbook subacquei: avere una storia da raccontare e da ricordare.
Buone bolle
Chiara