
Io e il mio amico e fotografo Davide De Lorenzi, abbiamo notato che nei mesi di giugno a Ras Mohamed succedeva una cosa strana, una cernia e una murena gigante sembravano combattere tra di loro davanti ad una tana. Amando molto le murene, soprattutto una gigante a Ras Mohamed, ho cercato di difenderla dagli attacchi della cernia, senza sapere quello che realmente stava accadendo. Stavano collaborando. Addirittura la cernia indica con movimenti della testa alla murena dove si trova la preda. Una cosa davvero incredibile. Da quel momento e per tutta l’estate, ogni volta che mi immergo a Ras Mohamed, vado a cercare la cernia e la murena per osservare questa collaborazione incredibile.
Davide mi ha anche regalato un meraviglioso libro ” Il giro degli oceani in 80 pesci” di Helen Scales, dove ho trovato un’articolo che parla proprio di questo e che copio qui sotto.
Foto di di Davide de Lorenzi
Buona lettura !!
Questi formidabili predatori notturni delle barriere coralline sono particolarmente pericolosi. Non solo hanno zanne affilate, ma dispongono di una seconda fila di denti alloggiati in una zona posteriore della bocca, a formare le cosiddette mascelle faringee, simili a quelle che i pesci pappagallo usano per frantumare coralli e alghe croccanti. Le mascelle delle murene giganti sono raptatorie, fatte per scattare in avanti, afferrare le prede e trascinarle nella gola.
Un comportamento unico tra gli animali, che avvicina le murene mostruose e sinistre a formidabili creature cinematografiche, come il mostro di Alien.
Grazie al loro corpo lungo e snello, questi temibili predatori possono intrufolarsi nelle fessure delle barriere coralline per stanare prede altrimenti al sicuro nei propri nascondigli. Ragion per cui un altro predatore della barriera corallina, la cernia indopacifica (Plectropomus pessuliferus), ha imparato a cacciare insieme alle murene giganti: una collaborazione interspecifica assai rara, soprattutto tra i pesci, come rar è la loro forma di comunicazione: le cernie cercano attivamente le murene nei loro luoghi di riposo diurni, e quando le raggiungono scuotono rapidamente la testa da un lato all’altro. In tutta risposta, la murena si ridesta andando alla battuta di caccia. La cernia è veloce nell’inseguire la preda, ma se questa si infila negli anfratti della barriera corallina, interviene la murena, che la raggiunge e la divora oppure la spinge fuori dalla tana consegnandola alla compagna di caccia in attesa. Inoltre, la cernia possiede una vista migliore e, se scorge il nascondiglio di un pesce, lo indica alla murena con un cenno del muso. Gli scienziati hanno osservato per ore la loro caccia in tandem, notando che entrambe le specie ottengono notevoli vantaggi rispetto alle battute in solitaria.
In tutto il mondo esistono almeno 200 specie di murene; alcune vivono nei mari temperati, ma la maggior parte è tipica delle barriere coralline tropicali, dove si affidano ai servizi dei pesci pulitori.
